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Lunedì, 20 Novembre , 2017
Pensioni, ultimo appello del governo alla Cgil
Enrico Marro - Corriere della Sera - pag. 9
Marco Leonardi, consigliere economico del presidente del Consiglio, si augura che nell’incontro di domani con i sindacati prevalga la ragionevolezza e si arrivi a posizioni più vicine anche con la Cgil. Il governo è disposto a esentare dallo scatto dell’età pensionabile 15 categorie di lavoratori che svolgono attività gravose. In più ha dato la propria disponibilità a rivedere il meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita e a costituire un fondo per recuperare i risparmi dell’Ape, renderla più fruibile nel 2018 e creare le condizioni per una sua proroga nel 2019. Gli aggiustamenti sono sempre possibili, ma è sbagliato illudersi su grossi cambiamenti sia sulla platea dei lavoratori esentati dallo scatto dei requisiti sia sulle risorse. Su entrambi i punti la Cgil contesta i dati del governo e dice che i lavoratori esentati sarebbero solo 4mila e che i 300 milioni messi a disposizione verrebbero spesi in dieci anni. Ad essere esentate, insiste Leonardi, sarebbero 20mila persone.

Divorzio e tenore di vita, giudici compatti sul taglio
Valentina Maglione e Giorgio Vaccaro - II Sole 24 Ore - pag. 8
In linea con la Cassazione, le pronunce degli ultimi sei mesi di Tribunali e Corti hanno confermato l'addio al 'tenore di vita'. L'assegno divorzile non viene più parametrato al criterio della conservazione del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, ma a quello dell'autosufficienza economica dell'ex coniuge che chiede il contributo. La rivoluzione per il diritto di famiglia è stata sancita dalla Cassazione con la sentenza n. 11504 dello scorso 10 maggio, pronunciata nel contenzioso fra l'ex ministro Vittorio Grilli e Lisa Lowenstein e che, giovedì scorso, è arrivata fino al divorzio milionario tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario. La Corte d'appello di Milano ha infatti cancellato l'assegno di 1,4 milioni di euro al mese che l'ex premier doveva pagare all'ex moglie. La ragione? Veronica Lario non è solo autosufficiente, ma vive in una condizione di 'benessere economico' che le consente un 'tenore di vita elevatissimo' grazie al suo patrimonio.

Codice antimafia, oggi il debutto
Giovanbattista Tona - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 34
E' operativa da oggi la riforma del Codice antimafia che valorizza gli strumenti di prevenzione alternativa alla confisca e invita i giudici ad intervenire in maniera graduata e proporzionata al grado di compromissione dell'azienda rispetto ai condizionamenti illeciti. Riformato l'articolo 34. Le aziende che agevolano persone sottoposte a misure di prevenzione o a procedimento penale per gravi reati possono continuare a operare sotto controllo giudiziario. La durata è fissata in un anno, prorogabile di sei mesi solo per due volte. Se durante l'amministrazione giudiziaria vi sia concreto pericolo che i beni vengano sottratti, alienati o dispersi, e vi sia motivo di ritenere che siano frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego, il tribunale può disporne il sequestro ma sempre per un tempo non superiore in totale a due anni. A conclusione dell'amministrazione giudiziaria il tribunale può restituire l'azienda 'bonificata', disporne la confisca o attenuare la misura disponendo il controllo giudiziario.

Per la prosecuzione dell'azienda si sentono le parti
Giovanbattista Tona - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 34
La prosecuzione dell'attività dell'azienda sequestrata si decide nel contraddittorio delle parti. E' una delle novità più rilevanti della legge che riscrive l'art. 41 del Codice antimafia. Dopo il sequestro di un'impresa per prevenzione antimafia, entro 3 mesi l'amministratore giudiziario deve presentare una relazione sulla sussistenza di concrete possibilità di prosecuzione o ripresa dell'attività. Deve formulare una proposta: prosecuzione dell'attività o liquidazione dell'azienda. Questo a meno che la situazione di insolvenza sia irrimediabile e l'impresa, pertanto, debba essere sottoposta a procedura fallimentare. Nella proposta di prosecuzione l'amministratore deve allegare un programma contenente la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta e corredarlo con una relazione che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del programma.

Licenziamento in malattia, giudici divisi sull’inefficacia
Daniele Colombo - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 35
La Cassazione, con l'ordinanza 24766 del 19 ottobre 2017, ha rimesso alle Sezioni unite la questione relativa al licenziamento intimato al lavoratore durante il periodo di malattia, anche per cause diverse dal superamento del comporto. Sul punto gli orientamenti sono contrastanti. La vicenda all'esame della Corte riguarda l'impugnazione giudiziale di un licenziamento per superamento del periodo di comporto, nella quale il lavoratore contestava il calcolo errato dei giorni di 'conservazione' del posto in relazione all'arco temporale cui fare riferimento in base al contratto collettivo applicato (48 mesi). Nei primi due gradi di giudizio il ricorso del lavoratore è stato respinto. La giurisprudenza prevalente della Cassazione ritiene valido il licenziamento per giustificato motivo intimato nel periodo di malattia. Un altro filone, invece, sostiene che il licenziamento comunicato in costanza di malattia è affetto da nullità. Diverse le conseguenze di un licenziamento nullo rispetto a quelle di un licenziamento inefficace.

Anche sui neo-assunti il recesso illegittimo ‘apre’ alla reintegra
Daniele Colombo - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 35
La distinzione tra inefficacia e nullità del licenziamento intimato durante il periodo di conservazione del posto per malattia, trova le sue radici nell'assenza di una sanzione. L'articolo 2110 del Codice civile, infatti, non contiene riferimenti alle conseguenze del licenziamento intimato durante il periodo protetto. La legge 604/66 ha introdotto l'obbligo di giustificare il licenziamento ma questo non ha colmato la lacuna: non è infatti prevista una sanzione ad hoc in caso di licenziamento intimato in costanza di malattia. Saranno importanti le conclusioni della Cassazione sul tema perché finiranno per colmare il vuoto legislativo, specialmente per i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015. Qualora sia accertato che il licenziamento intimato in costanza di malattia sia nullo, si aprirebbe la strada della tutela reintegratoria del lavoratore anche nel regime delle tutele crescenti.

Un Coo per lo studio legale
Roberto Miliacca - Italia Oggi - Affari legali - pag. 1
Gli avvocati sono ancora restii ad essere equiparati a imprenditori, come invece vorrebbe la normativa comunitaria. Il passaggio da professione associata a impresa è in realtà già avvenuto: dimensionalmente e organizzativamente. E' il caso dei Chief operating officiers (Coo), veri e propri manager gestionali, di formazione non legale, capaci di gestire la complessità degli studi legali d'affari, specie quando questi hanno vocazione transnazionale. Attività, quelle gestionali, che i professionisti preferiscono delegare a terzi, guadagnando tempo per l'attività professionale e per curare i rapporti con la clientela. Queste figure manageriali sono sempre più diffuse negli studi italiani. Un lavoro non facile che comporta anche una grande capacità di mediazione, di visione del futuro e dell'innovazione. (Ved. anche: 'Lo studio-azienda è sempre più realtà: gestione ai Coo' – pag. 2 stesso inserto e testata)

Tutte le parole hanno un peso
Angelo Costa - Italia Oggi - Affari legali - pag. 4
La Cassazione ha dedicato diverse pronunce al diritto di critica. Con l'ordinanza n. 25420/2017 i giudici della Terza sezione civile hanno sostenuto che il diritto di critica non si concreta, come quello di cronaca, nella mera narrazione veritiera di fatti, ma si esprime in un giudizio che, come tale, non può che essere soggettivo rispetto ai fatti stessi, fermo restando, però, che il fatto presupposto ed oggetto della critica deve corrispondere a verità. I cittadini hanno la possibilità di segnalare alle autorità competenti i comportamenti dei funzionari pubblici che ritengono irregolari o illegali (Cassazione, sentenza 43139/17). La Cassazione penale, con la sentenza 50187/17, ha ribadito che assume rilievo determinante la valenza sociale delle parole, al di là e al di fuori della specifica intenzione di chi le adopera, con la conseguenza che lesive dell'onore sono quelle espressioni con le quali si 'disumanizza' la vittima.

Illeciti via web puniti ovunque
Luciano Daffarra - Italia Oggi - Affari legali - pag. 5
Chi compie atti illeciti attraverso il web può essere chiamato a risponderne non solo nel Paese di residenza ma anche nel luogo in cui la persona fisica o giuridica ha il centro dei propri interessi. Ad affermarlo la Corte di giustizia europea con la sentenza del 17 ottobre 2017 che ha deciso la causa C-194/16 che verteva proprio sulla competenza giurisdizionale dei giudici civili per il risarcimento del danno derivante da illeciti commessi per il tramite della rete. Spetta dunque al giudice dello Stato membro nel quale la persona fisica o giuridica agisce adoperarsi per le domande di rettifica o di rimozione dei contenuti illeciti e per quelle di risarcimento del danno. La Grande sezione è pervenuta a questa conclusione a seguito del rinvio pregiudiziale operato dalla Suprema corte dell'Estonia in una controversia che vedeva opposti una società svedese e due soggetti estoni, diffamati su un blog dalla prima.

Detenuti, legge ad hoc
Marzia Paolucci - Italia Oggi - Affari legali - pag. 6
Per tutelare i detenuti in carcere la Lombardia approva un provvedimento costituito da tre capisaldi: reinserimento lavorativo, istruzione e riqualificazione professionale. L'obiettivo della legge approvata lo scorso 14 novembre è il ritorno alla società e la riduzione del tasso di recidiva. Con questa legge, dice il relatore, si prende atto del nuovo contesto normativo nazionale e degli effetti della riforma sanitaria che si conferma all'avanguardia. Stanziate risorse per la risocializzazione dei detenuti che passa dal lavoro, dalla scuola, dall'arte ma anche dall'integrazione del carcere con la Pa, con il Terzo settore e, in generale, con il contesto territoriale di riferimento. Il testo è articolato in 15 articoli. Il reinserimento lavorativo, la formazione e la riqualificazione professionale sono gli obiettivi della legge. Garantito il sostegno alle associazioni e le attività del volontariato penitenziale.

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