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Lunedì, 22 Gennaio , 2018
Per i giovani in tirocinio compensi da 300 a 800 euro
Francesca Barbieri - II Sole 24 Ore - pag. 4
Tirocini extracurriculari. Fallisce l’obiettivo di criteri unici da Nord a Sud. Le Regioni continuano ad andare in ordine sparso. I tirocini o stage formativi sono rivolti a disoccupati e a lavoratori in cassa integrazione ma anche a chi intende cambiare lavoro e a persone disabili e svantaggiate. Una platea di circa 300mila persone l’anno, per lo più giovani. Sono tre le novità varate dalla Conferenza unificata dello scorso 25 maggio: durata da un minimo di due anni a un massimo di 12 mesi; divieto di attivare stage per le imprese che abbiano licenziato nei 12 mesi precedenti; ‘premi’ per chi assume i tirocinanti alla fine del percorso. Il termine di sei mesi per recepirle è scaduto lo scorso 15 novembre. In regola solo metà delle Regioni (Lazio, Calabria, Sicilia, Basilicata, Veneto, Lombardia, Marche, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) più la provincia autonoma di Trento. In dirittura d’arrivo Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Campania.

Le donne scalano i cda delle quotate
Francesca Barbieri - II Sole 24 Ore - pag. 5
L'obiettivo della legge sulle 'quote rosa' nelle società è stato rispettato: il 33,5% delle poltrone dei consiglio di amministrazione delle 237 società quotate in Borsa al mercato telematico è occupato da donne. Il traguardo colloca l'Italia tra i Paesi più virtuosi in Europa, insieme a Norvegia, Francia e Svezia. I dati della ricerca Cerved dicono che sono 751 le donne che a fine 2017 risultavano nei Cda delle società quotate alla Borsa di Milano, su un totale di 2.244 componenti. L'aumento è del 9,3% rispetto al 2016, con una presenza quadruplicata sul 2011, anno in cui le norme sulla rappresentanza di genere erano appena state varate. La presenza femminile è in percentuale più alta nei collegi sindacali (40,2%). In generale, le donne sono più giovani rispetto ai maschi.

La privacy guarda ai modelli ‘231’
Luigi Ferrajoli - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 29
Le imprese sono chiamate ad adeguare l'organigramma interno e procedere alla valutazione dei rischi in vista del debutto del nuovo regolamento Ue che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio. La realizzazione del 'modello organizzativo privacy' presenta molte somiglianze con le disposizioni del Dlgs 231/2001 in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Il nuovo regolamento europeo (679/2016) abroga la direttiva da cui discende l'attuale Codice italiano sulla privacy. Per adeguarsi alle nuove norme le imprese sono tenute a rivedere la compliance interna finalizzata a garantire la protezione dei dati e delle informazioni personali che trattano e conservano. E' il titolare del trattamento che ha il compito di attuare gli adempimenti previsti dalla normativa e a cui devono essere rimproverati eventuali violazioni o omissioni rispetto ai divieti e alle prescrizioni introdotte. Sempre lui deve provare di aver posto in essere le iniziative per assicurare l'adeguamento della policy interne alla nuova disciplina.

Avvocati-consulenti per ricoprire il ruolo di responsabile dati
- - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 29
Il nuovo regolamento europeo sulla privacy tiene a battesimo la figura del Responsabile della protezione dei dati che deve essere obbligatoriamente designato dagli enti pubblici e dagli enti privati solo quando monitorano in modo regolare e sistematico gli interessati su larga scala o quando trattano dati particolari o relativi a reati a procedimenti penali. Il responsabile dei dati va designato in funzione delle qualità professionali, della conoscenza specialistica della normativa e delle prassi in materia di protezione dei dati. Deve essere dotato di capacità relazionali, di management, di leadership e di teamwork dato che è chiamato a coordinarsi con il responsabile It. Deve mostrare familiarità con le operazioni di trattamento svolte, con le tecnologie informatiche e le misure di sicurezza dei dati, tenuto conto del settore in cui l'azienda opera. Le imprese possono scegliere una figura interna, o rivolgersi ad un professionista esterno. L'avvocato-consulente può ricoprire questo ruolo.

Più spazio alle alternative al carcere
Fabio Fiorentin - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 29
Lo schema di decreto legislativo che riforma la legge 354/1975 punta sulle misure alternative alla detenzione. Per garantire che non ci siano rischi per i cittadini, ai controlli collaborerà la polizia penitenziaria che supporterà le altre forze dell'ordine e gli assistenti sociali. Viene modificato innanzitutto l'affidamento in prova al servizio sociale, che sarà consentito per pene da eseguire fino a 4 anni e potrà essere eseguito, per chi non disponga di una soluzione abitativa autonoma, presso strutture pubbliche di cura o accoglienza e 'dimore sociali'. La misura potrà essere concessa in via provvisoria dal magistrato, in attesa della decisione del tribunale di sorveglianza, nel caso la detenzione determini un grave pregiudizio al reinserimento sociale dell'interessato. I condannati saranno responsabilizzati sia sotto il profilo degli impegni che si dovranno assumere, sia verso la prestazione di attività anche a titolo gratuito per progetti di pubblica utilità in favore della collettività e percorsi di giustizia riparativa.

Se la sanzione diventa mobbing
Monica Lambrou - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 31
Il potere disciplinare esercitato dal datore di lavoro deve rispettare limiti ben precisi per non incorrere in comportamenti che possono sconfinare nel mobbing. Con la sentenza n. 30606/2017 la Corte di cassazione ha stabilito, ad esempio, che l'esercizio del potere disciplinare, se abusivo e strumentale all'estromissione del dipendente dall'azienda, è idoneo a integrare la fattispecie del mobbing. In altri casi, i giudici hanno invece chiarito che l'esercizio, anche se scorretto e abnorme del potere disciplinare non integra di per sé il mobbing. Per mobbing la giurisprudenza intende condotte vessatorie, aggressive e persecutorie nei confronti del dipendente. Spetta però al lavoratore dimostrare la totalità degli elementi costitutivi di questa fattispecie e, in particolare, il danno psicofisico patito. Il lavoratore deve anche dimostrare il generale intento persecutorio.

Nuove assunzioni scontate in quattro declinazioni
Daniele Cirioli - Italia Oggi - pag. 2
Perdono appello i nuovi incentivi all'occupazione contenuti nella legge di Bilancio 2018. La causa ? Importi bassi e platea limitata degli interessati. Interessati solo i giovani, ma a patto che non abbiano mai avuto un posto di lavoro o che abbiano svolto alternanza scuola-lavoro; in alternativa, deve trattarsi di soggetti in procinto di perdere il posto di lavoro. Al Sud va però meglio perché il bonus spetta senza condizioni per gli assunti con meno di 35 anni d'età ovvero, quando l'età sia maggiore, se disoccupati da sei mesi. Per l'appeal sulla riduzione del costo del lavoro, l'incentivo è quantificabile in 250 euro mensili, per esempio, a fronte di un costo contributivo mensile di circa 730 euro per una retribuzione lorda di 1.500 euro mensili. Il rilancio dell'occupazione poggia su un unico incentivo declinato in tre tipologie, più un bonus per la ricollocazione dei lavoratori in procinto di perdere il posto di lavoro. Il nuovo incentivo, strutturale, interessa tutti i datori di lavoro privati, compresi gli studi professionali.

Salgono gli sgravi, cala la precarietà
Daniele Cirioli - Italia Oggi - pag. 3
La legge di Bilancio appena entrata in vigore ha l'obiettivo di favorire le assunzioni a tempo indeterminato e l'inclusione dei giovani nel mercato del lavoro. Il legislatore ha previsto una serie di incentivi, oltre a misure attive per la formazione e il ricollocamento. L'incentivo è unico ma coniugato in quattro forme diverse. Lo sgravio operativo dal 1°gennaio è praticamente lo stesso degli anni dal 2015 al 2017 salvo modifiche nella misura, nella durata e nei requisiti. I numeri dicono che alcune versioni di sgravio hanno funzionato meglio di altri; l'esonero contributivo del 2015, ad esempio, è andato molto meglio di quello del 2016 e anche dell'incentivo occupazione Sud fruita per tutto il 2017 e rifinanziato dalla manovra 2018. I dati Inps dicono che grazie agli incentivi, nel triennio 2015/2017, ci sono state più di 2milioni di assunzioni; nello stesso periodo il saldo degli assunti (la differenza cioè tra assunzioni e cessazioni) è stato pari a 1.768.498. Tuttavia, se nel 2015 i rapporti attivati sono stati 1.442mila, nel 2017 appena 54.mila. Nel 2016, invece, 616mila.

Avvocati per il welfare
Roberto Miliacca - Italia Oggi - Affari legali - pag. 1
Negli ultimi due anni sono moltissime le società che hanno introdotto servizi di welfare quali strumenti a sostegno della retribuzione dei lavoratori. L'Esecutivo, negli ultimi anni, ha deciso di destinare alla defiscalizzazione dei benefit aziendali somme sempre crescenti: 483 milioni nel 2016 e 520 milioni nel 2017 e nel 2018. I buoni pasto e i servizi di mensa sono ancora oggi i benefit più diffusi nell'ambito del welfare aziendale: il 60% li utilizzano. Prima ancora delle polizze sanitarie e dell'assistenza sanitaria interna. La legge di Bilancio 2018 ha previsto l'esclusione dal reddito di lavoro delle somme erogate o rimborsate ai dipendenti dal datore di lavoro per l'acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Gli studi legali affiancano le imprese nella scelta e nella stesura dei piani di welfare aziendale. (Ved. anche: ‘Welfare aziendale, il benessere dei lavoratori passa dagli studi’ – pag. 2 stesso inserto e testata)

All’avvocata una sola indennità
Angelo Costa - Italia Oggi - Affari legali - pag. 4
Previdenza dei legali. L'avvocato che esercita anche l'attività di insegnante part-time ha diritto ad una sola indennità di maternità. Ad affermarlo la Corte di cassazione con la sentenza 515/2018. La pronuncia si iscrive nel novero di una serie di sentenze in tema di previdenza per gli avvocati. Nel caso in cui l'avvocato non trasmetta alla Cassa forense i dati reddituali, non decorrerà il termine di cinque anni per la verifica dei requisiti. A ribadirlo i giudici della sezione lavoro della Corte di cassazione con la sentenza n. 30714 dello scorso 21 dicembre. Con l'ordinanza n. 335 del 10 gennaio 2018 la Cassazione lavoro ha invece stabilito che se non si versano i contributi alla Cassa forense prima o poi può arrivare la cartella esattoriale di pagamento.

Clausola spalle al muro
Maurizio Finocchio e Fabio Antonio Ferrara - Italia Oggi - Affari legali - pag. 5
Anatocismo. Il garante può sollevare l'eccezione di nullità della clausola nei confronti della banca. A sostenerlo l'ordinanza n. 371 della Corte di cassazione dello scorso 10 gennaio. La questione origina dall'opposizione a decreto ingiuntivo spiegata dai fideiussori c.d. a prima richiesta nei confronti di una banca che a loro chiedeva il pagamento del saldo negativo di un conto corrente. Nell'ambito dell'opposizione, la banca contestava la possibilità di eccepire, in capo a questi ultimi, l'anomalia del rapporto, essendosi contrattualmente impegnati a rinunciarvi. Gli 'ermellini' hanno respinto la tesi sostenuta dalla banca. L'impermeabilità del contratto autonomo di garanzia non ricorre nel caso di escussione abusiva della garanzia, ossia quando il garantito chiede al garante il pagamento di un debito già estinto.

Sciopero? Sentenza annullata
Adelaide Caravaglios - Italia Oggi - Affari legali - pag. 5
La Terza sezione penale della Corte di cassazione, con la sentenza 266/2018, ha annullato con rinvio la sentenza di merito per mancato differimento dell'udienza camerale. Nel caso analizzato il difensore aveva dichiarato di aderire all'astensione proclamata dall'Unione camere penali. L'annullamento vale anche quando si tratti di un procedimento nel quale la partecipazione del legale non sia necessaria. La nullità – dicono i giudici di piazza Cavour – per la mancata assistenza dell'imputato ha natura assoluta laddove si tratti di udienza camerale a partecipazione necessaria, intermedia negli altri casi. Il principio è stato ribadito anche per le udienze camerali a partecipazione non necessaria.

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